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Novanta candeline per Gaccetta

Musicista, poi falegname, oggi docente: senza rimpianti!


Novant'anni. Una tappa importante in una vita piena di avventure, di colpi di scena e - ancora oggi - di sfide aperte e tanti progetti. Giuseppe Gaccetta, classe 1913, per sessant'anni falegname nel centro storico genovese, ma anche violinista d'eccezionale talento negli anni Trenta, ed attualmente docente di un corso sperimentale sulla tecnica paganiniana al conservatorio, spegnerà oggi novanta candeline... "Da ragazzo facevo i conti: pensavo che forse avrei visto addirittura il nuovo millennio...L'ho superato da tre anni!".

La sua storia, Gaccetta l'ha resa nota solo nel 2000, dopo sessant'anni di silenzio. E le sue incredibili vicende umane e artistiche (avvalorate da un'inedita, propria incisione dei Capricci di Paganini datata 1931, che ha sbalordito tutti i grandi archetti: da Ughi a Ricci, da Gulli a Quarta) hanno rapidamente fatto il giro del mondo. Oggi, ne parla un sito giapponese, Londra lo vuole come docente, in Bulgaria hanno scritto un libro su di lui, esiste una sceneggiatura sulla sua vita, ed il duplice metodo sulla tecnica paganiniana concepita dal maestro di Gaccetta, Francesco Sfilio (grazie ad una fondazione voluta dallo stesso Gaccetta) è stato pubblicato in molte lingue.

"Un bilancio? Non mi pento di nulla di ciò che ho fatto, nè dell'abbandono della carriera violinistica dopo il '40, nè del lavoro che m'ha dato da vivere per oltre mezzo secolo, e in fondo neppure della recente ripresa dell'attività didattica. Oggi ho trentasei allievi provenienti da tutt'Italia (e qualcuno dall'estero come l'ultimo acquisto, di nazionalità cinese). Certo, il ritmo di lavoro è pesante, ma ciò che mi preme è che siano contenti loro, che siano soddisfatti dei progressi raggiunti attraverso la mia scuola".

Riassumiamo brevemente le peripezie di questo illustre genovese, già "Grifo d'oro" nel 2001, recentemente insignito del titolo di Commendatore della Repubblica. Gaccetta, cresciuto fra i vicoli, fu musicista enfant prodige, ed ebbe l'onore e l'onere d'essere - adolescente - allievo prediletto di Francesco Sfilio. Quest'ultimo, didatta (per decenni ingiustamente dimenticato) spentosi quasi centenario negli anni '70, fu a sua volta allievo di Sivori, unico discepolo di Paganini. Nelle rocambolesche vicende di Gaccettoa, si mescolano caparbietà e generosità, e scelte estreme. Come quella di lasciare il violino, nei primi anni '40, e per poter mantenere la famiglia, imparare un nuovo mestiere chiudendo "quasi per sempre" con la musica...

Nell'ultimo triennio l'anziano viloinista ha deciso di divulgare il bagaglio didattico mutuato da Sfilio: una scuola violinistica che oggi (per il secondo anno) viene esposta da Gaccetta nel suo "Corso Biennale di Formazione Virtuosistica Post-Diploma secondo i principi tecnici della scuola paganiniana codificati da Francesco Sfilio" istituito presso il conservatorio Paganini.

"Spero ancora di poter ottenere due cattedre destinate all'apprendimento di questa tecnica. Comunque il corso procede bene... Alla fine dell'anno scolastico ciascuno dei miei allievi esguirà un Capriccio di Paganini".

Nonostante sia quasi totalmente assorbito dalla musica, il Maestro non ha del tutto abbandonato l'amore per il legno ("proprio in questi giorni sto restaurando un tavolino")...E gli anni non hanno nemmeno smussato la sua vis polemica:"non mi sento spalleggiato dalla politica: nelle battaglie che porto avanti mi sento solo...Troppo scarsa l'attenzione dimostrata da parte delle istituzioni nei confronti della rinascita della scuola violinistica paganiniana. Eppure, all'estero c'è chi mi accoglierebbe a braccia aperte. Ma è mio desiderio che sia Genova a proseguire il cammino intrapreso da Paganini".

Oggi? Un giorno come gli altri, minimizza Gaccetta, anche se poi ammette di aver inteso che il conservatorio (e non solo) sta forse preparando qualcosa in suo onore...Allora, mille di questi giorni, Maestro!

Giorgio De Martino

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