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GIUSEPPE GACCETTA: il violinista che scelse di non essere il più grande

La nostra associazione di Genova il 21 ottobre 2002 ha vissuto un grande pomeriggio, veramente insospettato.
Un conto era il pensare che si sarebbe conosciuto un grande violinista presentati da due egregi conoscenti e amici - l'Avv. Mario Epifani e la sorella Prof. Annamaria - e un altro è stato quello di incontrare di persona un genio unico, e ascoltare due pezzi musicali fantastici, e trovarci nel salone del nostro Istituto, a fianco di un bel numero di invitati dagli Epifani, di evidente statura culturale e civile.
L'atmosfera d'incanto è stata creata anzitutto dalla persona di Gaccetta, un anziano autorevole, sereno, dallo sguardo intelligente, mite e profondo; poi dalla "Presentazione" di Annamaria, di elevata espressione, che scendeva al cuore con cadenze mirabili e con la forza della visione contemplativa di un genio. La riportiamo dopo la nostra breve cronaca.
Ha fatto seguito il pezzo del fratello, l'Avv. Mario, che ci ha disteso in una narrazione vivace e comunicativa, tanto avvincente. Era la storia -meglio il romanzo - di un genio che, dopo un'infanzia e una giovinezza segnate dalla sofferenza, nel 1940 avrebbe dovuto esprimere, con grande forza dimostrativa, la sua conquistata e vera interpretazione del grande Paganini, in una kermesse che avrebbe rifondato la scienza violinistica nella rivelazione dei segreti paganiniani. Scoppiava invece la II guerra mondiale in Italia, che mandò a monte questa grande esibizione rivelatrice e rivoluzionaria da lui attinta da Francesco Sfilio, allievo a sua volta di Camillo Sivori, l'unico allievo di Paganini.
Gaccetta dovette quindi pensare a guadagnarsi la vita per sé e per i parenti che avevano aiutato lui, orfanello fin dall'età di due anni e mezzo...Non potendo quindi ormai esprimere quanto per lui era divenuto come il frutto di una vocazione e di una conquista ideale e totale, per motivi vari e per fierezza, si chiuse "in un ostinato silenzio..." e, da sconosciuto, esercitò il mestiere del falegname... in una bottega del centro storico.
Furono quasi sessant'anni nei quali solo la sua casa nascondeva tutti i segreti e i tesori dell'arte - compreso il suo celebre violino - che egli, per testamento, aveva decretato alla distruzione, volendo che tutto venisse bruciato. Per fortuna di Genova e dell'arte, tutto fu recentemente scoperto, e "Pippo" Gaccetta cedette, e ricominciò ad insegnare. Una data precisa è quella del 12 luglio 2000, giorno in cui il quotidiano "Il Secolo XIX" dedicò al personaggio un'intera pagina.
Non possiamo ripetere tutto il contenuto della conferenza, che spiegò questi capovolgimenti e ci commosse, ma aggiungiamo che in due tempi distinti, uno degli allievi migliori del Maestro, eseguì per noi due "Capricci" di Paganini che ineffabilmente ci stupirono ed elevarono nello spirito.
Ci fu poi in una sala attigua al salone l'incontro di accoglienza tra il Maestro e gli invitati che tutti riempì di serenità e di gioia.
L'Avvocato Epifani si era servito della biografia di Giorgio De Martino, di cui notificò la bella "Prefazione" del Sindaco. Concludiamo il nostro breve cenno con la Presentazione di Annamaria Epifani e con la Prefazione del Sindaco di Genova Giuseppe Pericu, che più efficacemente trasmetteranno l'emozione di questo irripetibile incontro.


Presentazione di Anna Maria Epifani


Toccato dalla grazia dell'arte, che è grazia divina, il Maestro Giuseppe Gaccetta ha informato tutta la sua vita all'arte nelle espressioni più riuscite e nella rinunzia dolorosa e lacerante, nel fervore giovanile della ricerca e dello studio e nella gelosa e silenziosa custodia dei segreti dell'arte.
Arte intesa come creatività e poesia e arte come tecnica raffinata, cioè genio e paziente longanimità a perfezionare anche quando è costretto a scegliere il mestiere di falegname.
Si ascolti la sua straordinaria esecuzione dei Capricci di Paganini e la si confronti con altre famose, per misurare l'eminenza del risultato, talché Uto Ughi ha potuto dire del Maestro Gaccetta che siamo di fronte al più grande violinista vivente.
Il Maestro Giuseppe Gaccetta mantiene la fierezza dell'artista dalla vita e dall'arte irripetibile: ha lo sguardo e il distacco aristocratico sulla realtà e sul presente; nel contempo un candore affascinante che è stupefazione e adesione alla vita in tutti i suoi aspetti, la gioia e il dolore.
Il Maestro Giuseppe Gaccetta: una figura romantica, di un romanticismo post-litteram; una figura affascinante come raramente se ne incontrano nella vita, che dà emozione inarrivabile, come quando si tocchi qualcosa di veramente grande.

 
Giuseppe Gaccetta


 
Francesco Sfilio


 
Camillo Sivori


 
Niccolò Paganini