LE ATTIVITA'
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Il corso sulla scuola violinistica di Sfilio

La parola agli allievi di Giuseppe Gaccetta


Al termine della prima tranche del corso biennale di perfezionamento sulla tecnica paganiniana secondo i principi di Francesco Sfihio, abbia mo selezionato un campione di cinque allievi, chiedendo loro una testi monianza sulla personale esperienza al conservatorio Paganini, sotto la guida di Giuseppe Gaccetta.

BETTINA RUSTEMEJER

I passaggi difficili con la mano sinistra impostata dal M° Gaccetta cor rono senza problemi, così l'arco, tirato con una certa postura rende il suono più corposo e sonoro. Tutta la percezione dello strUmento è diver sa, più viva, come lo si abbracciasse creando un contatto più intimo. Quando chiedo al Maestro riguardo a qualsiasi problema tecnico, mi offre subito una soluzione che funziona. Tutto sembra creare una nuova dimensione ed io ho la sensazione di poter ottenere dallo strumento pos sibilità mai immaginate.

ANDREA CARDINALE

Desidero far notare che nei miei anni di studio ho avuto modo di rap portarmi con insegnanti di alto livello, tra cui cito il M° Ben Senofsky (il quale fu allievo e poi assistente di Galamian alla Juilliard School di New York, vincitore del premio Queen Elizabeth di Bruxelles del 1955 ed insegnante di numerosi famosi violinisti, tra cui Michael Rabin e Bin Huang), il M° Franco Gulli , il M° Damiano Cottalasso (raffinato violi nista del Teatro alla Scala) ed il M° Ruggero Ricci, che ho seguito per anni. L'incontro con il M° Gaccetta è avvenuto alla presenza di Ruggero Ricci ed altre autorità; fu lo stesso Ricci a consigliarmi di ascoltare Gaccetta, così iniziai a frequentare con attenzione le sue lezioni e ad applicare i suoi consigli per migliorare quanto da me già appreso dai sopra citati insegnanti.
I risultati sono stati più che positivi soprattutto per i benefici avuti riguardo ad alcuni problemi di rigidità risolti applicando la sua impo stazione che anche se in un primo momento mi apparvescomoda poi si rivelò assolutamente naturale. Ho fatto (e faccio tuttora) dietro suo con siglio gli studi di F.Sfilio tra i quali parecchi sono interessantissimi; di grande utilità è anche il libro dello stesso Sfilio "Alta cultura di tecnica violinistica". Provo soddisfazione che presso il conservatorio N.Paganini sia stato istituito un corso speciale che da ufficialità a questa scuola e spero di ottenere risultati sempre migliori nel frequentarlo.

GIUSEPPE BURRONI

Premetto che ho alle spalle una vita come violinista in teatro. Nel meto do Sfilio ho trovato, solo di recente, una piacevole novità. Avevo addi rittura smesso di suonare... Poi ho sentito, circa due anni fa, il collega Eliano Calamaro: attraverso la tecnica insegnata da Gaccetta aveva fatto passi da gigante! Dunque chiesi di conoscere direttamente l'anziano Maestro: Gaccetta fu gentilissimo. Prima ascoltai qualche lezione impar tita a Calamaro, poi gli chiesi di darmi lezione. Gaccetta mi disse: "se ha pazienza...". Mi trovo benissimo, e traggo da questa impostazione un beneficio immenso. Nessuno mi ha mai offerto chiavi tecniche quali quelle che mi ha insegnato Gaccetta. Quanto insegna diventa "facilità" sullo strumento. Una "facilità" che inizialmente è complessa e farebbe pensare al contrario! Però, adattandomi, imparando a non usare il polli ce, a gestire il peso delle braccia in modo adeguato, sento grandi miglio ramenti. Nell'ambiente musicale purtroppo non tutti sono disposti a rac cogliere quanto di buono giunge da scuole musicali così diverse.

DAVIDE BELOSIO

Ho scoperto il metodo di Sfilio grazie alla mia fidanzata: l'ha scorto da Ricordi l'anno scorso e me ne ha fatto dono... Per via di una serie di conoscenze sono venuto in possesso del numero di telefono di Giuseppe Gaccetta: gli ho telefonato, mi ha invitato ad andare a trovano.
La prima lezione è stata folgorante. Perché già dal libro di Sfilio intuivo la bontà del metodo, ma dalla viva voce del Maestro Gaccetta tutto è stato assai più chiaro. Mi ero diplomato presso un conservatorio lom bardo nel 1999 con il sistema convenzionale, ma non mi sono mai rite nuto appagato dai miei risultati.C'erano dei passaggi che rimanevano tabù: certe estensioni, certe velocità, rimanevano precluse. Mentre ades so sto intravedendo delle vie d'uscita. Ho dovuto studiare il violino da capo: ci vuole molta pazienza e molto coraggio per ripercorrere tutto da un altro punto di vista. Però sento delle potenzialità in più, dunque il beneficio è certo. Siamo davvero fortunatissimi a poter attingere tutto ciò "alla fonte"!

ROBERTO MAZZOLA

In passato ho avuto occasione di seguire dei Maestri che riprendevano alcuni argomenti che si avvicinavano agli insegnamenti di Gaccetta. Mentre invece un altro violinista con cui ho anche studiato, Senofsky (nel solco della grande tradizione russa) se ne distaccava nettamente. Giuseppe Gaccetta e quindi la scuola di Sfilio chiede che il pollice sia rivolto sotto il violino. A mio avviso questa posizionerappresenta l'uni co modo per poter suonare senza l'ausilio della spalliera. Ed anche quan to di più vicino alla tecnica paganiniana.. D'altronde l'impostazione "chiusa" che propugna Gaccetta è quella che si evince da tutte le rap presentazioni iconografiche paganiniane. Casabona, allievo di Sevcik e di Enescu, già mi chiedeva di tenere il pol lice avanzato, praticamente in seconda posizione. Ed anche Ricci, nel l'ultimo corso che ha tenuto (dopo aver lungamente parlato con il M° Gaccetta) ha fatto propri alcuni principi assai vicini ai principi di Sfilio. Personalmente da quando ho tolto la spalliera, il mio "callo del violini sta" è vistosamente diminuito. Certo, la spalliera sembrerebbe assicura re "comodità". Mentre Gaccetta chiede di tenere il violino fra collo e clavicola, e di sostenerlo non con la spalla ma con il braccio. A mio avviso bastano quattro o cinque giorni di esercizio per poter già suonare eliminando la spalliera. Poi, naturalmente, inizia l'approfondimento tecnico. Che sono molto contento di poter affrontare grazie al corso tenuto dal Maestro Gaccetta al "Paganini".

 
Giuseppe Gaccetta


 
Francesco Sfilio


 
Camillo Sivori


 
Niccolò Paganini